5 modi gustosi per cucinare il tofu

Come avrete notato dalle  ricette, il tofu non è uno degli ingredienti principali della mia cucina. Ma è senz’altro un alimento utile e importante, soprattutto quando si vuole variare e dare un tocco nuovo ai piatti.

A livello nutrizionale, i pregi di questo concentrato di proteine sono notevoli: costituisce una buona fonte di calcio, fosforo, ferro e potassio, di vitamine B1, B2, E; è ricco di flavonoidi, utilissimi per la salvaguardia del cuore e un buon mantenimento della circolazione sanguigna. E’ di facilissima digestione, ed essendo privo di amidi e a basso contenuto di carboidrati costituisce un ottimo alimento per i diabetici o per chi deve tenere sotto controllo i livelli di glicemia.

tofu

Il mio primo tofu autoprodotto…un paio di anni fa. Quello grande è solido, il piccolo è più cremoso.

In tanti pensano che il tofu sia un’altra invenzione della modernità, un alimento esotico di nuova generazione. In realtà, questo “formaggio” (permettetemi il termine) vegetale, nacque in Cina più di 2000 anni fa, grazie alla curiosità e all’intuizione di un monaco taoista-filosofo-alchimista, Lin An, vissuto attorno al 160 a.C.
Per ottenere il tofu occorre far cagliare il liquido ottenuto dalla tritatura e cottura dei fagioli di soia (latte), attraverso l’aggiunta di una sostanza acida che, secondo la tradizione orientale, è il nigari (cloruro di magnesio). Io, che non ho mai comprato tofu, ma che l’ho sempre autoprodotto, sono solita usare anche succo di limone o aceto di mele per ottenere lo stesso risultato.

In commercio si trovano principalmente due tipi di tofu al naturale: in panetti, conservato sottovuoto o sott’acqua in barattoli di vetro; in versione cremosa. Dal primo è facilissimo ottenere una consistenza cremosa semplicemente frullandolo.

Ma veniamo ai 5 modi gustosi per cucinare il tofu.

  1. Patè aromatizzati da spalmare su pane, gallette o piadine. Io amo la versione fresca alle erbe aromatiche (erba cipollina, maggiorana, menta, origano), ma anche quella con olive taggiasche è notevole. L’altro giorno ho sperimentato il patè di tofu-noci-prezzemolo: meraviglioso! Tutti semplicissimi da preparare: basta frullare gli ingredienti insieme e aggiungere sale ed olio evo a piacere. Si conservano in frigo non più di 2-3 gg, meglio se coperti da un velo d’olio.

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    Patè di tofu-noci-prezzemolo autoprodotto

  2. Al posto della ricotta nei ripieni della pasta o come condimento per primi piatti. I ravioli ripieni di tofu e spinaci o i tortelli di tofu e zucca sono una vera delizia! Ma se fare la pasta in casa vi mette in difficoltà potete tranquillamente usare il tofu come condimento per trofie con radicchio e noci; per spaghetti con pomodorini e basilico; per lasagne ai carciofi; per risotti ai funghi… Basta sbriciolare il tofu in padella quando gli altri ingredienti saranno ormai quasi cotti, in modo da farlo insaporire e salare il tutto alla fine della cottura. Nel caso delle lasagne, si può sbriciolare il tofu sui vari strati di pasta, sopra la besciamella.
  3. Impanato e fritto. Ce la vogliamo concedere una frittura ogni tanto? Di quelle sane, leggere, con olio buono. Dai, un’eccezione alla regola non guasta mai! Per questa preparazione è indispensabile un tofu sodo, quindi in versione panetto. Basta tagliarlo a fettine un po’ spesse che si passeranno prima in una pastella densa di acqua fredda (possibilmente frizzante) e farina e poi nel pane grattugiato. Friggere fino a doratura, salare e servire con mayo veg o con altre salsine a piacere.
  4. Marinato, da consumare freddo, nelle insalate di verdure crude o nelle insalate fredde di cereali, ma anche dentro ad un panino. Anche in questa preparazione occorre usare un tofu sodo, che si taglierà a dadini o a fette e si coprirà con un’emulsione di olio, succo di limone e  Shoyu (salsa di soia) o Tamari (salsa di soia più concentrata). Per gli odori potrete sbizzarrirvi! A me piace aggiungere alla marinature dei petali di fiori secchi (calendula, borragine, rosa,viola) e tante erbe: drangoncello, aglio orsino, erba cipollina, timo, maggiorana… In Oriente è buona regola aggiungere dello zenzero fresco. Anche una nota piccante ci sta bene,quindi, a vostro piacere, potete far marinare anche con pepe o peperoncino. Che ognuno scateni la propria fantasia!
  5. Nelle preparazioni dolci. Quando autoproduco tofu, ne tengo sempre un po’ da parte per fare un dolce. Generalmente lo uso nelle farce di crostate, che vengono sempre molto gustose e che i bambini e Marco gradiscono tanto. Un esempio di ricetta lo trovate QUI, in cui la farina di carrube della crema può benissimo essere sostituita da una stessa quantità di cacao. Ottima anche la crema alle prugne secche, ottenuta facendo lessare in 3 dita d’acqua (+ 1 cucchiaio di malto di riso) 250 g di prugne secche e 150 g di tofu e frullando infine il tutto. Guarnita con noci o pinoli diventa un ottimo dessert invernale (anche servita tiepida), ma accompagnata a frutta fresca è l’ideale per una merenda estiva (ricetta collaudata e tratta dal libro Cucinare tofu e seitan, Terra Nuova Edizoni).

crostata crema di zucc e tofu

Ora non vi resta che provare e sperimentare!
Vi lascio con una citazione del libro menzionato sopra:

Se è vero che il tofu, come la stessa soia e numerosi altri alimenti di provenienza orientale sono del tutto estranei alla nostra dieta, è altrettanto vero che gran parte degli alimenti oggi comuni sulle tavole sono di provenienza “esotica” (dagli agrumi, al pomodoro, allo stesso mais). E’ quindi ingiustificato ogni atteggiamento di rifiuto preconcetto nei confronti dei nuovi alimenti, così come sono da biasimare, soprattutto quando provengono da parte degli operatori del settore, ogni forma di acritico entusiasmo che puntualmente si raccoglie nei confronti di questo o di quell’alimento ritenuti a turno rimedi medicamentosi buoni per tutti i mali. Quindi sì al tofu, ma senza esagerare nella valutazione delle sue elevate proprietà nutrizionali ed evitando di farne una panacea universale.

Come dire: che la moderazione, il buon senso e la consapevolezza ci guidino sempre. 🙂
A presto, al prossimo consiglio veg!!

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Polpette di quinoa e lenticchie

In occasione della seconda stagione dei laboratori di Cucina Naturale Veg by Ciranda ho voluto proporre alcuni dei miei cavalli di battaglia, piatti che piacciono sempre molto anche ai non vegan e apprezzati anche dai bambini (che spesso sono lo scoglio più difficile da superare quando una famiglia decide di cambiare verso un’alimentazione senza crudeltà e ricca di Natura).
Queste polpette vanno a bòtta sicura. Leggère, morbide, gustose, nutrienti…possono tranquillamente costituire un piatto unico se accompagnate con verdure di stagione. Io ho deciso di servirle su un letto di verza scottata al vapore e poi saltata in padella con olio evo ed aglio.
Queste polpette di quinoa e lenticchie sono ideali per i bambini piccoli, anche in fase di svezzamento, perché facili da masticare anche se non si dispone di dentatura completa  😛 , senza glutine e fonte dei 9 amminoacidi essenziali contenuti nella quinoa.
Ma veniamo alla ricetta…

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Pasticcini ai fiocchi d’avena

pasticcini ai fiocchi d'avenaRicetta nata e sperimentata espressamente per far felici i miei bimbi.
Come è giusto che sia, hanno sempre voglia di qualcosa di nuovo ed insolito per fare merenda.
A me piace parecchio inventare e trovare nuovi modi per stupirli, ma anche io a volte resto a corto di idee.
Avevo voglia di fare dei dolcetti gustosi che andassero bene anche per la colazione, senza essere troppo pesanti, e soprattutto senza usare né lievito né zucchero né (udite udite!!!!) farina.
“Che cavolo hai usato??????”
Tanto amore, quello sì! 😛
Ottimi per i bambini in fase di autosvezzamento sia per gli ingredienti sani, che per il gusto delicato, che per la consistenza morbida (che si mantiene per alcuni giorni, se conservati in contenitore ermetico), questi pasticcini ai fiocchi d’avena sono la soluzione ideale per le mamme che hanno poco tempo per cucinare ma non vogliono rinunciare ad uno spuntino goloso e genuino (e autoprodotto!!!).

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Leggiamo insieme: “Mi scusi, per trovare Dio?”, domandò il piccolo maialino

Una delle cose belle bellissime del nostro matrimonio è stata non aver compilato nessuna lista nozze in nessun negozio e aver lasciato piena libertà agli amici e parenti di regalarci quello che sentivano, a seconda del’ispirazione, delle possibilità, della creatività di ognuno. Abbiamo ricevuto tanti regali originali,che hanno saputo stupirci.
Il libro che sto per presentarvi è uno di quei regali.

E’ un libro dedicato ai piccoli di casa, con filtro e sostegno da parte dei grandi, poiché tante sono le domande che potrebbero sorgere strada facendo.
Premetto che questa mia presentazione è un poco provocatoria, perché provocatorio e a tratti sfacciato è il libro in questione. In parole povere, è una storia che dimostra come essere atei e felici sia possibile! 😛

"Mi scusi, per trovare Dio?"

La morale della storia è:
Chi non conosce Dio, significa che non ne ha bisogno!

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Gobbi (cardi) al pomodoro

Eccoli!!! Sono arrivati!!! I primissimi gobbi della stagione, che sono un must nel nostro orto, perché immancabili sulle tavole invernali marchigiane e perché noi in particolare ne siamo proprio tutti ghiotti. Ho già postato una ricetta l’inverno scorso (gobbi mediterranei), ma stavolta vi propongo una variante…e non credo sia l’unica che posterò, visto l’amore profondo che nutro per questo ortaggio e i tanti modi ai quali si prestano per esser cucinati. Le modalità di mondatura e pre-cottura sono ben spiegate nella ricetta menzionata sopra quindi qui mi limiterò a scrivere il semplicissimo procedimento per l’ultimazione del piatto col buon sughetto al pomodoro.

cardi al pomodoro 2

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