Il nostro Natale e la fine dell’anno

Da un po’ manco nel blog. Mi sono fatta viva con post da toccata e fuga, giusto per un paio di ricette ( torta cuor di pesca e insalata spettinata ), ed ho molte cose arretrate che avrei voluto scrivere. Ma ultimamente le giornate sembrano  essersi accorciate e tutte le attività che amo-amiamo fare hanno lasciato davvero poco spazio al pc. Che non è esattamente una brutta cosa… 😛
Ma devo confessare che scrivere mi è mancato e che ormai, quando non riesco ad aggiornare regolarmente questo mio spazio virtuale, un po’ mi spiace.  In 10 mesi di vita il blog è cresciuto tanto, ha creato una bella rete di scambio d’idee e di conoscenze, ha dato meravigliosi frutti che non avevo immaginato sul piano delle relazioni umane e non solo.

In questo pomeriggio gelido ma soleggiato, in cui tutti e due i bimbi incredibilmente stan dormendo e Marco è a lavoro, visto che la cena è già pronta, approfitto per raccontarvi il nostro Natale speciale.

natale speciale

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Torta cuor di pesca

Sono emozionata nello scrivere questo post: sto per darvi la ricetta di una torta vegana meraviglosa, venuta più buono di ogni migliore angelica aspettativa. 🙂 Non sarà mica stato un caso…
La settimana scorsa, il blog Naturalentamente, in collaborazione con il Centro di meditazione e crescita spirituale Acarya, ha organizzato un incontro che ho voluto chiamare “Spiritualità, consapevolezza e dolcezze vegan”. Pensato e concepito assieme all’amica Rita Giada Dhyan, l’incontro aveva il “solo” scopo di condividere fra anime in cammino letture, esperienze, intuizioni e domande sui temi della spiritualità, della coscienza, dell’anima. Non c’era nulla di pianificato: solo la volontà di stare insieme ed incontrarsi in uno spazio magico e caldo (il Centro di meditazione è immerso nella natura fra le colline dolci dell’entroterra marchigiano). Dhyan ha aperto le porte di casa sua (e del suo cuore) ed offerto tè ed infusi bollenti. Io ero l’incaricata delle dolcezze vegan (mavà?! 😛 ).
Avevo intenzione di fare una torta soffice al limone, della quale mi ero già scaricata la ricetta dal web, ma come al solito ho finito con l’improvvisare. Per l’occasione ho voluto inaugurare lo stampo a forma di cuore e sembra che questo mio slancio romantico abbia sortito il suo buon effetto. 🙂 Questa torta vegana è sparita in men che non si dica: delicata ma ricca, profumata, morbidissima.
Ideale da portare sulla tavola natalizia. Stenderete tutti! Parola mia.

cuore di pesca

Ingredienti:
280 g di farina di frumento semintegrale (tipo 2)
140 g di farina di frumento integrale
5 cucchiai di malto di riso (circa 150 g)
1 limone non trattato (buccia grattugiata e succo filtrato)
1 pizzico di vaniglia Bourbon in polvere
1 cucchiaino di bicarbonato
150 ml di latte di riso (circa) + 8 cucchiai per la bagna (circa 50 ml)
70 ml di olio evo (sostituibile con olio di mais spremuto a freddo)
marmellata di pesche senza zucchero (io, autoprodotta)
zucchero di canna macinato a velo per decorare (facoltativo)
alcune noci per decorare

cuore di pesca 2

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Insalata spettinata

E’ nostra abitudine iniziare il pranzo e la cena con della verdura cruda. A volte in pinzimonio, a volte in insalata, a volte semplicemente presa a morsi così com’è. L’orto ci dà sempre tanta scelta e abbiamo la fortuna di poter variare spesso gli accostamenti di colore e vitamine della nostra entrata cruda. 🙂
Quella che propongo in questo post è un’insalata che ho voluto chiamare “spettinata”, perché mentre la componevo mi sembrava proprio di avere sotto agli occhi dei capelli ribelli ed esuberanti.  Un po’ punk, un po’ hippie, un po’ bambini… 😛

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Venerdì del libro: “Mandala per i bambini”

mandala-per-i-bambini-libro-65076Ho scoperto l’effettiva potenza dei mandala durante la mia seconda gravidanza. Dal quarto mese, fino al giorno prima del parto, ne ho colorato uno al giorno, facendo rarissime eccezioni. Prendermi mezz’ora di tempo per immergermi nei colori e nelle forme, guidata dall’istinto, era diventato un rito rassicurante. Conservo ancora il libro dei mandala che ho colorato ed è una specie di diario cromatico della mia gravidanza. Anni prima, la mia maestra di yoga mi aveva ammaliata con le sue spiegazioni sull’interpretazione dei colori e delle modalità con cui si sceglie di disporle all’interno della ruota sacra.
Ruota sacra, già! E’ proprio vero… Il mandala ha in sé una sorta di magia, di forza impalpabile eppure molto intensa. Un cerchio magico che contiene la vastità dell’Universo, geometrie cosmiche che sanno armonizzare la mente e lo spirito.
Man mano che i giorni passavano e che la mia meditazione mandalica diveniva più consapevole e profonda, sentivo rispondere la piccola in pancia sempre più chiaramente agli stimoli provenienti dai mandala a cui stavo “lavorando”. E’ stato un modo meraviglioso di esprimere la naturale creatività che si sviluppa nel periodo della gestazione.

Sempre in quel periodo avevo letto della capacità terapeutica dei mandala e di quanto fossero apprezzati dai bambini oltre che utili e costruttivi dal punto di vista didattico.
Ce ne sono tanti e delle più diverse forme e fattezze sul web  da scaricare, ma io mi sono procurata anche qualche libro-album per i miei bimbi.
“Mandala per i bambini” è una bellissima raccolta di ruote sacre adatta a bambini dai 4-5 anni in su, o che abbiano una buona manualità e destrezza, poiché ve ne sono anche di complessi. Ossia: non sono i soliti mandala giganti per bambini (pure bellissimi, e che adoriamo!) raffiguranti fiori o animali. Qui troverete spirali, innumerevoli cerchi concentrici, labirinti, intrecci di petali, simmetrie quasi ipnotiche, in cui i bambini potranno trasportare tutte le loro emozioni, mettendo a nudo le vibrazioni più nascoste della loro anima.
Lo gnomo si lascia totalmente travolgere da questi cerchi magici, che su di lui hanno un concreto effetto calmante.  Quando si mette di fronte ad un mandala, è estremamente concentrato e la sua attenzione è tutta focalizzata sul foglio e sul colore. Mi piace da morire starlo a guardare mentre sceglie i colori d’impulso, in un continuo fluire di movimenti senza impacci o tentennamenti.
E alla fine dell’opera, sul suo volto splende sempre la luce della soddisfazione per ciò che è riuscito a creare, perché il risultato è sempre di grande carica vibrazionale e poetica (come tutto ciò che viene fatto col cuore, del resto!).
Colorare insieme i mandala è qualcosa che unisce ad un livello più sottile, come se si stesse comunicando in silenzio, con il solo linguaggio dell’anima.

La Natura tutta è fatta di mandala: la sezione di un cavolo cappuccio o quella di un’arancia, la corolla di un fiore, il guscio di una lumaca, i cristalli di neve, le ragnatele…la perfezione dell’Universo si esplica ovunque intorno a noi e la struttura dei mandala ci riporta dritti a quella perfezione, ricordando al nostro inconscio (ma anche al nostro io razionale) che siamo parte di un meraviglioso Tutto.

“Il miracolo del mandala sta proprio nella sua capacità di sviluppare a un tempo facoltà logiche e intuitive. Il bambino impara a concentrarsi, a focalizzare l’energia e a dispiegarla senza dispersioni, a pensare e a comunicare con la massima chiarezza e completezza.
Nell’atto di colorare i differenti mandala il bambino non solo riceve un profondo messaggio di bellezza,calma ordinata, attenzione, proporzione, sintesi, significato e scopo ma egli stesso lo crea, lo interiorizza e ne diviene parte.
Grazie al lavoro dei colori applicato alla forma concentrica riesce a esprimere e a dare una forma definita alle sue emozioni, sviluppando così sin dalla più tenera età l’arte di accettarle e poi trasformarle in azione creativa.”

dalla presentazione di “Mandala per i bambini”

Con questo post partecipo al Venerdì del libro del blog Homemade Mamma.

Buoni colori e buona lettura!!
Shanti.

 

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Quinoa rossa fantasia e omelettes felici

Alcuni giorni fa ho voluto provare per la prima volta la quinoa rossa. Non è esattamente uno degli alimenti più economici sulla piazza (per non dire che è esageratamente cara!!!), ma mi sono voluta levare questo sfizio. Sono mesi e mesi che la vedo sullo scaffale della mia bottega bio di fiducia e stavolta non ho saputo resistere. Non entro in un supermercato non so da quanto tempo, e mi accorgo che questa bella e buona abitudine ci sta facendo risparmiare fior di quattrini. 😀 Sicché mi sono concessa la quinoa rossa, e l’ho portata a casa tutta felice, come fosse un trofeo…come quando da adolescente, con i soldi che guadagnavo in pizzeria nei fine settimana, riuscivo a comprarmi un cd! 😛
Cucinare piatti senza glutine mi dà sempre più soddisfazione: aiuta ad affinare la mia fantasia culinaria.
In questo post vi darò sia la ricetta della quinoa rossa fantasia, piatto delicato e coloratissimo, sia delle omelettes felici, realizzate con gli avanzi della quinoa (per la serie: #cucinariciclosamonamour 😉 ).
Due successoni con richiesta di replica da parte di tutta la tribù.

quinoa rossa

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