Allattamento prolungato anche quando si torna a lavoro

Tante tantissime volte mi è capitato di sentirmi dire che l’allattamento prolungato è un privilegio di cui non tutti i bambini possono godere, che solo le mamme casalinghe possono permetterselo, che non è cosa per donne che lavorano, che è impossibile da realizzare quando si trascorrono molte ore fuori casa lontane dai figli.
Io sono una casalinga-mamma a tempo pieno e le mie risposte a riguardo non fanno testo.
Ma ho una sorella che lavora a tempo pieno e che allatta in tandem due bambini: uno di quasi 4 anni e uno di 1 anno. Una delle mie migliori amiche lavora a tempo pienissimo, facendo anche orario continuato fino alle 8 di sera, fine settimana inclusi: ha allattato il primo figlio fino a 5 anni e sta ancora allattando il secondo, di 2 anni e mezzo. Ci sarebbero tanti altri esempi che posso portare a dimostrazione del fatto che allattare a lungo si può, che seguire i tempi dei nostri cuccioli è possibile, e che l’unica condizione per farlo risiede nella nostra disponibilità ad accogliere le richieste dei bambini. Anche quando dobbiamo o vogliamo mantenere il nostro lavoro.

katie m. berggren

dipinto di Katie M. Berggren

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Spaghetti di quinoa con pesto di semi

In un cesto alimentare ricevuto per regalo a Natale, alcuni amici hanno avuto la bellissima idea di mettere una confezione di spaghetti fatti con farina di quinoa. Non li avevo mai assaggiati prima e volevo onorarli con un condimento delicato che permettesse di apprezzarne il gusto naturale. Il risultato finale è stato di grande effetto…non per gli occhi, forse, ma di certo per le papille di tutti i commensali! 🙂
Tant’è che non sono riuscita a toglierne un paio di forchettate da impiattare scenograficamente, ed ho dovuto accontentarmi di questo scatto rubato al volo, che però non rende giustizia alla bontà del piatto. Pazienza! Voi fidatevi di me, come sempre, e non rimarrete deluse/i! 😉
Vi presento il mio nuovo piatto senza glutine: gli spaghetti di quinoa con pesto di semi.

spaghetti di quinoa

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The terrible twos. 5 modi per sopravvivere ai terribili due anni!

Se siete genitori vi sarà sicuramente capitato di sentir parlare dei terribili due anni. Ovvero, la funesta fase di crescita che investe i bambini intorno ai 24 mesi di vita, rendendoli tirannici, prepotenti, cocciuti, saputi, spericolati, aggressivi. Una specie di mutanti. 🙂
E’ una fase in cui impera un profondo bisogno di autodeterminazione, in cui i nostri figli realizzano più o meno inconsciamente di avere una identità propria, di essere individui capaci di scegliere, dire e fare senza l’intervento di un adulto. Tutto ciò può comportare un repentino cambio di temperamento dei nostri cuccioli, di fronte al quale rimaniamo spiazzati e scioccati.
All’improvviso veniamo travolti da una valanga di “No!” e “Non voglio!”, di strilli e  “E’ mio”, di pianti disperati e “Da solo/a!”. Spesso ci sentiamo dire che i nostri bambini sono capricciosi, che non dobbiamo lasciarci piegare dalle loro pretese, che non dobbiamo dargliela vinta, che qualche punizione o sculacciata a volte fa bene. Ma non è questa la soluzione. I terribili due anni sono un passaggio fisiologico di ogni bambino che deve aprirsi al mondo e fronteggiarlo con durezza e arrabbiature creerebbe solo ulteriore caos. Mai come in questo periodo sembra indispensabile armarsi di pazienza: quella sacra pazienza zen atta a darci conforto nella certezza che è solo una fase e che passerà.

Terrible-Twos-keep-calm

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Medaglioni di tofu e verza

In questi giorni mi sto godendo alla grande il sole e bei pomeriggi quasi primaverili che gennaio ci sta regalando. Io e i bambini facciamo delle lunghe lunghe passeggiate, andiamo per campi, sulle rive del fiume, in mezzo al fango, tra le fratte a cercar legnetti. Ogni volta è uno spettacolo nuovo, anche se le stradine che battiamo sono le stesse in cui sono passata milioni di volte. Il paesaggio non resta mai uguale a se stesso, la Natura non è mai immobile e la luce ha sempre un qualche gioco di colori di cui stupirsi. Tutto questo bel vedere e sentire, mi risveglia i sensi e l’appetito, così mi dedico con rinnovato entusiasmo ai fornelli e alle sperimentazioni. Mangio crudo fino a sera (prevalentemente frutta fresca, secca e a guscio) con gran gusto e soddisfazione, ma la cena calda è un rito…per ritrovare tutta la famiglia seduta attorno al nostro amato tavolo rotondo, per coccolarsi e coccolare. Mi sorprendo sempre più spesso a cucinare senza glutine, infatti anche questi medaglioni di tofu e verza sono gluten free, oltre che mooolto sfiziosi. Buonissimi anche il giorno dopo e freddi, magari come pranzo al sacco da portarsi in ufficio o a scuola.

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Zuppa di verza e batata

Ho tante tantissime ricette arretrate da pubblicare…la costanza, almeno qui sul blog, mi ha (temporaneamente) abbandonata. 🙂 Non vogliatemene! Occuparmi di una sola cosa alla volta non è mai stato il mio forte e, fra collaborazioni culinarie, laboratori di cucina da organizzare e fare, incontri di meditazione, yoga e famiglia, le giornate di 24 ore sono spesso troppo brevi. In più abbiamo 3 cagnolini di appena un mese di cui occuparci, perché orfani e che ci hanno preso tanto tempo ed energie, almeno nelle prime due settimane dopo la nascita.  Ci sono state le feste con turni intensivi di autoproduzione di biscotti e dolcetti vari e c’è stato anche il compleanno di Elena, per il quale ho pensato e creato un menù totalmente fatto in casa per 22 persone. Un lavorone, ma che soddisfazione!! 😛
Ma vengo al dunque e vi lascio subito alla mia nuova ricetta…

zuppa di verza e batata A

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