Idee merenda vegan per la scuola

L’autunno è già qui! Stagione operosa ma sonnacchiona, stagione fresca dai colori caldi, stagione di mezzo, di passaggio, di cambiamento. Stagione che amo da sempre e che mi affascina con la poesia delle sue sfumature, da quelle delle foglie a quelle dei tramonti infuocati e velati di foschia. Dell’autunno ho sempre amato i cachi e le zucche, le mele e le noci; la copertina che fa di nuovo ingresso sul letto e sul divano; l’aria fresca nonostante il sole; le ciambelle di mosto; il senso di raccoglimento che richiama.
Ma autunno è anche nuovi inizi. E quello che richiede più energie alle famiglie è certamente l’inizio del nuovo anno scolastico, con tutto ciò che porta con sé a livello organizzativo, logistico ed emotivo.
Una delle mie maggiori preoccupazioni è la merenda a scuola. I bambini sono circondati da merende malsane, confezionate, piene di non-ingredienti industriali. A me sta a cuore che Attilio ed Elena mantengano anche fuori casa la buona abitudine di apprezzare le cose semplici, etiche e sane, così mi organizzo per tempo per pianificare le merende della settimana (ogni giorno diverse), chiedendo anche il loro parere e seguendo i loro desideri.
Poiché le loro colazioni a casa sono quasi sempre a base di frutta fresca, non tutti i giorni do frutta per merenda, anche se sarebbe l’ideale.  Di seguito riporterò le mie  idee di merenda vegan per le prime quattro settimane di scuola. Spero possano esservi di qualche aiuto o ispirazione.

merenda vegan

immagine dal web

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Risotto con taccole, cappuccio e (l’ultimo) peperone…e giornata speciale

Giornata speciale di forte emozione. Oggi pomeriggio farò la prima (ed unica) ecografia di questa terza gravidanza, l’ecografia morfologica, per accertarci che tutto sia apposto e che il pesciolino qui dentro stia nuotando sano e forte come ci sembra. Marco si è preso qualche ora di permesso dal lavoro e mi accompagnerà…da sola mi sento sempre un po’ sperduta e indifesa in queste circostanze. Lo so, non è da me, ma confrontarsi con il personale dell’ospedale, con i medici ecografisti quando si è deciso di partorire a casa e per giunta non si è seguite da un/a ginecologo/a né si è fatta almeno una ecografia nel primo trimestre risulta sempre un po’ problematico. Tendono ad assumere atteggiamenti di allarmismo, di sfiducia, di sufficienza e questo non mi piace. Dovrei già essere allenata, visto che sono al terzo giro 🙂 , ma  evidentemente gli ormoni della gravidanza mi rendono più vulnerabile.
Quello che è certo, è che non vedo l’ora di vedere il suo profilo, di sentir battere il suo cuore come una dolcissima locomotiva subacquea…e poi di incontrare la nostra ostetrica-angelo fra un paio di giorni: lei sì che ci capisce al volo!
Intanto però approfitto dei bimbi che sono a scuola (incredibilmente felici e sereni, senza nessun pianto e nessuna protesta…ma siamo solo al terzo giorno!) per rilassarmi con un bel cd di John Lennon e qui sul blog, per donarvi una nuova ricetta semplice e delicata.
Un risotto con taccole, cappuccio e peperone (l’ultimo superstite dall’orto, anche se le piantine stanno ancora facendo fiori, quindi sono piena di speranza) che ha conquistato marito e figli e che quindi consiglio anche a tutte le mamme in cerca di un’alternativa per il pranzo o la cena dei piccoletti di casa. Di solito lo uso integrale, ma stavolta ho usato un carnaroli bianco (sempre bio, però!), in attesa che arrivi il mio ordine di 4 kg di carnaroli integrale  fatto col nostro GAS. 🙂

risotto con taccole

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Lettera di buon inizio

Dolce gnomo samurai, piccola guerriera selvaggia,
da domani partirà un nuovo impegnativo cambiamento per tutta la famiglia, ma soprattutto per voi due.
Elena, sarà il tuo primissimo giorno di scuola dell’infanzia.
Atto, per te sarà l’inizio del terzo ed ultimo anno, ma in una nuova scuola, più vicina a casa.
Sarete insieme nell’ affrontare questa avventura e credo che sia una cosa molto positiva per voi, che rafforzerà il vostro già intimo legame, che vi renderà ancora più complici.
Avrete certamente due reazioni differenti domattina, entrando nella scuola “Peter Pan” che vi attende. Sin dal primo respiro  vi siete dimostrati unici e molto diversi…ognuno con le proprie inclinazioni e il proprio sguardo sul mondo.
Ed ognuno di voi ha le proprie aspettative sull’avventura che sta per intraprendere.
Io e babbo cerchiamo di non interferire col vostro sentire, cerchiamo di lasciare spazio al vostro intuito e al vostro volere, ma saremo lì a sostenervi, di fronte  a qualunque sentimento vi attraverserà domattina e nei giorni a venire.

lorena alvarez

Illustrazione di Lorena Alvarez

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L’amico immaginario

“Pronto! Ciao Luca!
Sì, sono io…sono a casa di nonna Nenella.
Mangio i finocchi e dopo torno a casa con babbo.
Mi aspetti?”

amico immaginario

Vi presento Luca, l’amico immaginario della nostra piccola guerriera, entrato nella sua e nella nostra vita da un paio di mesi, ormai. Se all’inizio Elena ci raccontava solo qualche piccolo dettaglio della vita di questo suo amico (tipo che ha un bagno molto grande e tutto giallo, che gioca con i pupazzetti dell’ Uomo Ragno e che cade spesso perché non sa ancora camminare bene), ora intrattiene delle lunghe conversazioni con lui, spesso telefoniche. 🙂
A volte parlano di cibo, altre di cosa hanno fatto in vacanza, altre ancora di argomenti Continua a leggere

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Pomodori ripieni di miglio

Come sapete,se avete letto il post fotografico sul nostro orto, noi ormai siamo a corto di pomodori. Le piogge e il repentino abbassamento delle temperature di metà agosto, seguiti dal ritorno del caldo arido e afoso hanno dato il colpo di grazia finale alle piante, letteralmente bruciandole. Gli ultimi frutti rimasti erano in parte marci, in parte belli rossi ma con la buccia dura e spessa e poco succosi. Così, seppur a malincuore, abbiamo dovuto dare l’arrivederci anticipato agli amati pomodori che ci hanno risolto pranzi e cene in maniera egregia durante tutta la stagione. Persino quando siamo andati in vacanza (non avete ancora letto il post sulle nostre vacanze montane? Cosa aspettate? 😉 ) ce ne siamo portati dietro una considerevole scorta, che ci è bastata per quasi tutta la permanenza fuori.
Ma per fortuna è ancora possibile trovare questo ortaggio in abbondanza, la stagione ci concede ancora il rosso dono di Natura. Dunque, non avrete difficoltà a realizzare la gustosissima ricetta che sto per presentarvi e che, in occasione di un pranzo fra amici, ha conquistato le gole più esigenti e scettiche, compresi i bambini. E’ un piatto freddo che si presta benissimo per l’asporto, per i pic nic o per i pranzi in ufficio, che si conserva per un paio di giorni in frigo senza problemi (quindi può essere preparato in anticipo), che dà un tocco esotico alla tavola, servito come antipasto o come parte di un buffet. Inoltre è un piatto senza glutine, ottimo anche per chi è intollerante o allergico al glutine e per i piccoli di casa.
Ecco i miei pomodori ripieni di miglio.

pomodori ripieni di miglio

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