Venerdì del libro: “Diario di una famiglia VEGAN”

Ho conosciuto virtualmente Lucia Valentina Nonna frequentando la folta rete di blog di cucina vegana, per caso…ma per comunione d’intenti ed affinità elettive, il poetico e luminoso spazio de La Balena Volante è diventato uno dei miei luoghi d’incontro virtuale preferito.
A forza di perdermi tra i racconti di Lucia, rimanendo incantata dall’evoluzione delle sue ricette, dalla calma amorevole delle sue parole e dall’atmosfera rilassata che sempre si respira nel suo blog, mi sono decisa a contattarla per intervistarla. E’ stato un grande piacere averla qui e conoscerla più da vicino, in tutte le sue sfaccettature di donna ed anima gentile. Potete leggere il racconto della sua pacifica rivoluzione di vita a questo LINK. Rivoluzione che ha continuato ad espandersi e a spargere semi di cambiamento per un mondo migliore, con un nuovo progetto diventato realtà l’estate scorsa. Oggi sono qui per presentarvelo, con tanto orgoglio e certa che farà breccia nel cuore di molti.

lucy

Si tratta di un libriccino leggero ed essenziale, una guida chiara e puntuale per orientarsi nella scelta di vita vegan in tutti i suoi aspetti: dalla socialità, alla salute, alla cucina, alla famiglia. Un libro nato con lo scopo di mostrare la vera essenza del vivere vegan, senza pomposità, senza stranezze, ma con un enorme sorriso e con spirito di ascolto ed accoglienza.
Lucia racconta la propria esperienza di transizione alla scelta cruelty free con aneddoti e storie di vita vissuta, ma sempre con dati scientifici e fonti alla mano. Non lascia nulla al caso. Fornisce una bussola attendibile per chi si si sente naufrago nel mare dei dubbi e delle perplessità, rispondendo con semplicità e inequivocabilità alle domande più comuni che vengono poste alle persone vegane.
Dove prendere la B12? Eil ferro? E le proteine?
E come fare con i bambini? A lavoro? Fuori casa? Con gli amici?
Come sostituire le uova? Perché non pensiamo prima agli umani in difficoltà anziché agli animali?
Queste e tante altre domande vengono prese come spunto di riflessione per una scelta consapevole, e l’abilità della Balenina sta nel trattare questi temi, anche molto delicati (come la questione ambientale), a cuore aperto, senza giudizi e senza giri di parole. Come detto all’inizio del post, tono leggero ed essenzialità sono, secondo me, i due migliori pregi del Diario di una famiglia vegan. Due caratteristiche che lo rendono adatto a tutti, anche a chi non ama troppo leggere o a chi è troppo scettico ed ancorato a certi retaggi culturali difficili da superare. 80 pagine di luce ed allegria, di coscienza in fermento, di sana informazione, di condivisione, di armonia.
Lo consiglio a chiunque voglia comprendere perché sempre più persone scelgano questa strada, senza fanatismi o smanie modaiole, per ragioni di cuore.
Lo consiglio a chi tante volte ha pensato di voler intraprendere questo cammino senza mai trovare il coraggio di fare il grande salto.
Lo consiglio ai già vegan che magari trovano ostacoli in famiglia: regalatelo ai vostri cari!

lucia valentina nonna

La Balenina, autrice del libro

Da parte mia,mi sento lusingata ad aver ricevuto questo dono con dedica dalla cara Lucia, che stimo tanto per le sue scelte coraggiose, per la luce che emana, per la positività che regala, per i sorrisi che condivide. Ringrazio di cuore Lucia per aver menzionato anche il mio blog fra le sue pagine, nel capitolo dedicato alla scelta vegan peri figli: è un grande onore, per me, esserci!
Spero di aver reso giustizia a questa piccola perla libresca con il post e di aver dato a voi l’ispirazione per un regalo di Natale utile, originale, prezioso, economico (costa 10 euro) e dal grande valore morale.

Con questo post partecipo al Venerdì del libro del blog homemade mamma.

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Decrescita e second hand

mercatino 22-11-15

La nostra scelta consapevole di vivere in decrescita, cercando di rinunciare al superfluo, dando importanza all’essenziale e tentando di lasciare un’impronta meno pesante possibile sul pianeta, si riflette in tante azioni che compiamo come singoli individui e come famiglia. Ho ancora tanta strada da percorrere, c’è molto da migliorare su più fronti, ma più il tempo passa e più, voltandomi indietro, vedo cambiamenti in positivo verso uno stile di vita più etico e in armonia con il mondo.
Dal vivere vegan all’autoproduzione, dall’uso dei pannolini lavabili al fare acquisti attraverso il GAS, dal riciclo dei rifiuti di ogni genere all’usare second hand.
Ed è proprio di questo ultimo aspetto che vorrei parlarvi.

mercatino second hand

Bottino di un pomeriggio di baratto: il golfino giallo, il ciondolo a forma id foglia, pentoline giocattolo smaltate, fornello e ferro da stiro giocattolo, bracciali, abiti per me e per i bimbi, una borsa.

Second-hand, ovvero beni di seconda mano. Che generi di beni? Continua a leggere

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Spaghetti al ragù di noci

Come avrete notato, ultimamente i primi piatti vanno alla grande sulla nostra tavola. Mio marito, gran pastasciuttaro, è contentissimo e dice che è la gravidanza a rendermi più generosa. 🙂
Di solito mangiamo la pasta solo raramente, prediligendo cereali in chicco o legumi…ma forse ha ragione lui: in questo terzo trimestre di pancia sento forte il richiamo dei carboidrati un po’ più raffinati (ma scelgo sempre e comunque pasta di alta qualità, integrale o semintegrale, bio, magari di grani antichi) e di piatti più ghiotti. Anche la mia ostetrica-angelo conferma che è tipico di questo periodo della gravidanza spostare i propri gusti alimentari su questo fronte, come normale è cercare spesso cotture al forno, che riconducono al fuoco, al calore, all’atto di trasformazione.
Dopo le farfalle al pesto di cavolo nero e le orecchiette alle cime di rapa, oggi è la volta degli spaghetti al ragù di noci.

spaghetti al ragù di noci

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Risotto con zucca e cavolo nero

In questi giorni sono particolarmente impegnata sul fronte Arca di E.V.A & friends, di nuovo come tutor. Ogni volta mi appassiono a prendere parte a questo viaggio di pace e cambiamento e, con l’autorizzazione del marito ( 😛 ), dedico un paio d’ore del dopocena a seguire le vicende delle passeggere e dei passeggeri della nave più pazza del mondo.
Anche se ad ogni edizione sono tutt* più brav* ed intraprendenti e sembrano avere sempre meno bisogno di tutor, c’è sempre qualcun* dispers* nel mare dei dubbi e dello scoramento, magari perché non ha tempo per cucinare o perché in casa deve fronteggiare una ciurma di pirati onnivori. 🙂 Il compito di noi tutor è sempre lo stesso: tenere alto il morale di tutt*, incoraggiare a provare le ricette, esserci per qualunque evenienza alla quale non abbia già tempestivamente pensato la geniale capitana Aida Vittoria Eltanìn assieme ai suoi super collaboratori Germano e Veronica.
Ma veniamo al post che sto scrivendo…sono qui per condividere la ricetta di un nuovo risotto provato oggi a pranzo, che si è rivelato una vera delizia, e che merita alla grande di essere ricordato e di avere il suo bel posto qui sul blog.
Ho semplicemente messo insieme quello che avevo in casa ( e nell’orto), senza andare a cercare troppi ingredienti, accontentandomi della stagionalità dell’orto e lasciandomi andare all’ispirazione del momento. Guidata dal pensiero che i miei due cuccioli, ghiotti di riso, avrebbero certamente voluto (come sempre, del resto), al rientro da scuola, un piatto caldo, colorato ed insolito.
Ecco allora che vi presento il mio risotto con zucca e cavolo nero, degno di un banchetto delle feste.

Risotto zucca e cavolo nero

Ingredienti per 4 persone:
2 bicchieri di riso  baldo integrale
1 cipolla bianca
450 g di zucca gialla già mondata (dell’orto)
6-8 foglie di cavolo nero (dell’orto)
1/2 finocchio (dell’orto)
mix mandorle e semi di zucca ridotti in polvere (con aggiunta di un pizzico di sale)
olio evo nuovo (delle nostre olive)
sidro di mele o vino bianco
alga Kombu (facoltativa)

risotto zucca e cavolo nero

Procedimento:
cuocere il riso nel doppio del suo volume di acqua fredda (4 bicchieri), a fuoco basso, con coperchio. Mettere in pentola anche un pezzettino di alga Kombu per facilitare la cottura del cereale integrale e per arricchirlo in sali minerali (ma è un passaggio del tutto facoltativo). Intanto tritare finemente la cipolla e metterla a soffriggere con poco olio assieme alla zucca ridotta a dadini e al finocchio tagliato a striscioline sottili. Sfumare il soffritto con del sidro (o vino) e qualche cucchiaio di acqua, a fuoco vivace. Dopo 5 minuti aggiungere in padella il cavolo nero tagliato a striscioline sottili, coprire, abbassare il fuoco e lasciar cuocere per 15 minuti, mescolando di tanto in tanto. Quando il riso sarà cotto, mettetelo in padella e fate mantecare, aggiungendo almeno tre generose manciate del mix di semi in polvere e olio evo, mescolando mescolando mescolando… Risulterà cremoso, ma non appiccicoso ed avrà un gusto equilibrato, non eccessivamente dolce, poiché bilanciato dal sapore deciso e leggermente amarognolo del cavolo nero
Per dare anche all’occhio la sua parte ho impiattato aiutandomi con una ciotolina da macedonia. 🙂
Voilà un perfetto risotto autunnale, con tanti ingredienti a km 0 e una spesa piccola piccola davvero!

NOTA:
il pizzico di sale grosso che ho tritato assieme a due manciate di mandorle e due manciate di semi di zucca è l’unica traccia di sale che ho messo nella ricetta, già buona e gustosa di natura, senza alcun bisogno di altro! 😀

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di ricette integrali di Daria

integralmente_2015-rid

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Magie d’autunno

Cos’hanno in comune l’autunno e la magìa?

Il mistero, la suggestione,
il silenzio, l’illusione.

fico in autunno

Magìa…malìa.
Ammaliante autunno,
stagione di riposo e attesa
di fuoco e di terra.

novembre tramonto rosa

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