Muffin allo yogurt

Da tanto tempo non pubblico una ricetta dolce. Questi mesi di gravidanza mi hanno vista più creativa con ricette e sperimentazioni salate. Ma durante le feste natalizie, in occasione di una serata a casa di amici onnivori in cui ci sarebbero stati pandori e panettoni tradizionali a volontà, mi sono inventata dei soffici muffin allo yogurt, soprattutto per fare contenti i bambini. Di fare un panettone, quest’anno, nemmeno una lontanissima voglia, così mi sono buttata sui muffin, che fanno sempre tanta festa allo Gnomo samurai e alla Piccola guerriera. 🙂
Gli ingredienti sono pochi, semplici e facili da reperire, il risultato è assicurato e a prova di principiante!

Vegan muffin alo yogurt

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Il meglio del Natale

Quando si avvicina il Natale, sono sempre investita da sentimenti contrastanti. Da un lato, il fastidio di vedere le logiche capitaliste e consumiste esasperate all’ennesima potenza; dall’altro, una sorta di nostalgia innocente per lo spirito gioioso che mi invadeva da bambina, la voglia di riscoprire il senso vero di una festa che, oltre al significato religioso, porta con sé il carico culturale di una ricorrenza familiare, dal profumo di Amore, Condivisione e Semplicità.
Da ragazza, per alcuni anni, ho letteralmente detestato questa festa: ne vedevo solo la dimensione ipocrita, riflessa nell’ostentazione del possesso, nell’esaltazione dell’apparenza, nel trionfo del superfluo. Mi irritavano gli auguri di parenti e conoscenti con cui, di fatto, non avevo mai avuto nulla in comune e che durante il resto dell’anno non facevano in nessun modo parte della mia vita. Mi ferivano l’abbondanza di cibo e di regali, il chiasso, le luci, i vestiti della festa…persino gli addobbi. Giudicavo tutto questo come una grande farsa che nulla aveva a che fare con tutte le belle parole predicate in chiesa, a scuola o dai genitori. La Solidarietà, l’Accoglienza, la Pace, che fine avevano fatto?
Quando poi sono diventata mamma, qualcosa in me è cambiato…il mio cinismo si è smussato, le mie rabbie si sono placate, il mio animo si è addolcito.
Continuo a vedere il lato oscuro del Natale e a soffrirne, ma non più di qua
nto non faccia ogni giorno con tutte le contraddizioni di questo tempo e del genere umano.
Ora  mi sono messa il cuore in pace:
non esiste alcuna idilliaca realtà di festa o di giorno comune.
L’idillio sta dentro di noi, nella nostra capacità di spargere speranza e positività.
Così sto piano piano riscoprendo il Natale sotto la sua veste un po’ magica, un po’ giocosa, un po’ romantica, soprattutto grazie ai miei figli. Mi piace rivivere con loro l’incanto dell’attesa di doni che potrebbero arrivare oppure no, di favole fantastiche e storie incredibili lette o raccontate; mi piace rispolverare vecchi addobbi e dar loro nuova vita, farne di altri con le mie mani, decorare l’albero ecologico in legno che ha costruito mio padre. Mi piace trovare o creare piccoli doni da regalare alle persone care, impacchettare libri (anche usati) da consegnare agli amici o ai bimbi della famiglia, preparare biscotti alla cannella e all’arancia, ascoltare Attilio ed Elena che cantano le canzoncine natalizie imparate a scuola. Mi piace andare a cena dai miei la sera della vigilia, e fermarmi davanti al grande camino acceso a chiacchierare con mia zia o con mia sorella. Mi piace guardare le luci accese per le vie del paese e andare a visitare la mostra dei mini presepi; mi piace il fatto che mio marito abbia qualche giorno da trascorrere a casa con noi senza andare a lavoro.

Come per tutte le cose o situazioni, cerco di trovare e di godermi il meglio del Natale…in fondo non tutto è perduto, non tutto è caduto in preda al vortice dell’effimero e del vuoto e se ne trovano tante testimonianze.

katharina rot llustration

Illustrazione di Katharina Rot

Negli ultimi giorni mi sono divertita a raccogliere alcuni post dai blog che seguo, quelli che secondo me rappresentano il meglio del Natale, sotto tanti punti di vista: da quello spirituale, a quello culinario, a quello più “frivolo” dei regali, a quello creativo. Continua a leggere

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Farro e riso con tofu strapazzato e cavolfiore

In queste ultime settimane di gravidanza, i mie gusti e le mie ispirazioni culinarie stanno subendo dei cambiamenti. Se la frutta resta un must irrinunciabile per la colazione e fino  a pranzo e per le merende pomeridiane, quando mi ritrovo a cucinare ho sempre tanto voglia (quindi bisogno, immagino) di legumi.  Per cambiare, mi è capitato di usare il tofu, cosa eccezionale per me, e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa.
Tutto è cominciato quando ho realizzato QUESTA  ricetta di Carla ( La Cucina della Capra): è stato amore al primo assaggio! Anche mio marito ne è rimasto folgorato, e mi ha chiesto di sperimentare qualche ricetta con tofu strapazzato-spadellato-scottato-saltato magari da proporre nel menù di Natale o di Capodanno.
cavolfioreComplici i favolosi cavolfiori che ci sta donando il nostro orto, il farro decorticato a km zero ed il riso integrale acquistati col GAS, è nato questo piatto dal gusto caldo e deciso, di carattere, ottimo per stupire gli onnivori e per deliziare i palati più esigenti. Per i bambini ho fatto a parte una versione meno speziata e non piccante.
Ecco come realizzare il mio farro e riso con tofu strapazzato e  cavolfiore.

farro e riso con tofu strapazzato e cavolo

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Albero di Natale ecologico

Eccoci, ci siamo!
Il Natale è alle porte e, anche se ogni anno stento a sentirne il richiamo, non posso negare che gli ultimi 10 giorni prima della festa avverto anche io il tanto famigerato spirito natalizio. I bambini, in questo, m aiutano molto. Canticchiano canzoncine natalizie che imparano a scuola, cominciano a fare il conto alla rovescia…mi pressano per tirar fuori da cantina e soffitta gli addobbi, le luci e l’albero.
Non festeggiamo il Natale nel suo aspetto religioso, perché siamo atei, ma ci piace prendere il lato buono di questa ricorrenza che, è innegabile, da sempre sa di famiglia, di focolare, di calore umano, di tranquillità, di attesa, di stupore… Ogni anno mi lascio un po’ più andare all’afflizione di fronte al volto consumistico e capitalista del Natale, disgustata dai Babbo Natale fasulli che fanno volantinaggio nelle città o che distribuiscono caramelle ai bambini già dal 1° dicembre, per dirne una. Per fortuna non abbiamo la tv e frequentiamo veramente di rado i supermercati, almeno ci risparmiamo pubblicità natalizie e muri di pandori e panettoni  che impazzano da novembre. In questo modo è più facile dondolarsi nella vera magia del Natale, la stessa che ci portiamo dietro da quando eravamo bambini e che ora cerchiamo di trasmettere ai nostri figli. Una magia fatta di sobrietà, di condivisione, di doni-dal-cuore, di pomeriggi trascorsi a leggere storie a tema accoccolati sul divano davanti alla stufa a legna, di profumo di biscotti…e dell’immancabile albero.

Da qualche anno abbiamo rispolverato il vecchio albero di Natale ecologico che ha costruito mio padre una ventina d’anni fa. E’ composto da due pannelli di legno ad incastro, alto più o meno 150 cm e dipinto di verde.  Per alcuni anni consecutivi è stato l’albero di Natale ufficiale di casa dei miei, ogni anno con addobbi differenti. In seguito, è stato sfoggiato nella vetrina del negozio di fiori di mia zia per alcune stagioni, poi mia madre l’ha donato ad un mercatino di beneficenza ed è stato subito acquistato da una famiglia del paese. La cosa curiosa è che, dopo qualche anno, nello stesso mercatino natalizio ricompare in vendita l’albero e mamma, commossa e presa da nostalgia, se lo ricomprò! L’Universo ha riportato l’albero di Natale ecologico di mio padre a casa propria… 🙂
Dopo un po’ di tempo trascorso in cantina e ormai quasi dimenticato, due anni fa ho deciso di tornare a dargli l’importanza che merita, e di adottarlo come albero di Natale ufficiale di casa nostra.

E’ stato sufficiente spolverarlo e pulirlo con un panno spugna umido per riportarlo al vecchio splendore. Ai bambini piace tantissimo, anche perché alimenta ulteriormente il mito di nonno Vico tuttofare ed inventore.
Nel 2013 lo abbiamo addobbato con tappi di sughero, sacchetti ricavati da un vecchio maglione “tarlato” di mio marito e alcuni piccoli ninnoli, tutti appesi con lo spago. Lucine colorate e via!

albero di natale ecologico 2013

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Venerdì del libro: “Babbo Natale e le formiche”

Nonostante la folta libreria dei bimbi, non avevamo in casa nessun libro natalizio. Questo è il nostro primo, comprato sabato scorso. Ultimamente viaggiamo in ristrettezze economiche maggiori del solito, quindi eravamo alla ricerca di qualcosa che non fosse troppo oneroso per il portafogli, onestamente.
La collana Bababum di Babalibri ha fatto proprio al caso nostro! Solo 5,80 euro per un libriccino con simpatiche illustrazioni e una curiosa storia sul perché sia tanto difficile vedere dal vivo Babbo Natale che lascia i regali sotto l’albero.

Babbo Natale e le formiche
di Philippe Corentin
Babalibri

babbo natale e le formiche

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