Rigatoni integrali con crema girasole

Giorni caldi. Giorni sudati. Giorni di piena estate, tanto attesi durante la piovosa primavera e finalmente arrivati in una esplosione di luce e colori. I campi attorno casa nostra sono tanti scacchi giallo girasole, oro grano (ormai mietuto) e verde mais. Le cicale friniscono senza sosta, le rane del laghetto gracidano al fresco della sera, i primi fichi cominciano a maturare e l’orto sta aprendo la sua stagione di massimo splendore. Zucchine, pomodori, bietole arcobaleno, cipolle, fagiolini, fragole, basilico, menta, maggiorana, insalate, cetrioli e portulaca riempiono la nostra tavola di allegria, freschezza e tante buone vitamine. Ogni giorno siamo grati per tutto ciò che la terra ci dona e per la bellezza del luogo in cui abbiamo avuto la fortuna di nascere, crescere e formare la nostra famiglia.

campo di girasoli

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La nascita di Stella

Ciao, anime belle!
Manco dal blog ormai da tempo…esattamente due mesi dall’ultimo post. Due mesi in cui sono successe tante cose, in cui una bella parte di me stessa e della mia vita è cambiata, in cui ho messo in discussione certezze e combattuto contro spettri e paure. Due mesi che mi hanno condotta verso una più salda consapevolezza di chi sono, di cosa voglio e di dove sto andando.

Venerdì 5 febbraio, alle 11.32, nel tepore di casa e alla presenza del babbo e delle due ostetriche-angelo che ci hanno seguiti per tutta la gravidanza, è nata la nostra Stella. L’anima antica e gentile che aspettavamo con tanto amore si è finalmente materializzata fra le nostre braccia dopo 41 settimane + 3 giorni di attesa.
All’inizio di gennaio, complici la connessione internet ballerina e il pc pieno di magagne, ho deciso, anche su consiglio di Manu (ostetrica-amica-sorelladicuore), di staccarmi un po’ dal blog e di raccogliermi in me stessa in maniera più profonda.
Ho deciso di starmene il più sola possibile con la mia famiglia e con la pancia, di proiettarmi totalmente sull’attesa e sulla comunicazione con la vita che portavo in grembo.
La condivisione di pensieri ed esperienze, motivo per cui è nato questo blog, rimaneva cosa importante per me, ma ancora più importante (oserei dire, irrinunciabile) era il desiderio di custodire premurosamente le mie energie e risorse, per dedicarle esclusivamente all’evento che ci accingevamo a vivere.

nascita lotus-lotus birth

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Yoga in garvidanza

Siamo già alla 24 esima settimana di questa terza gravidanza e finalmente, il 1° ottobre, è ricominciato il corso di Yoga Ratna con la mia cara insegnante. Anche durante la pausa estiva ho praticato, ma trovare la costanza della pratica senza una guida accanto non sempre è facile, soprattutto se si hanno figli che aprono gli occhi appena scendi dal letto (anche se scendi dal letto all’alba!) o se non si ama delegare agli altri la cura della famiglia e della casa.
Insomma, da metà luglio ad oggi ho praticato a singhiozzi, mai negli stessi orari, poche volte facendo tutto quello che avrei voluto (tipo il rilassamento profondo finale), trascurando le tecniche di Pranayama (respirazione), i Mudra (gesti con le mani) ed i Mantra (vibrazioni sonore). Ma da giovedì scorso il corso ha preso il via per la nuova stagione e l’appuntamento bisettimanale mi aiuta a trovare tempo e spazio per la pratica (anche se più brave) anche a casa. In più è cominciata la scuola, quindi un po’ di spazio in più al mattino riesco ad averlo e a farlo fruttare bene. 🙂

malasana yoga in gravidanza

Malasana, la posizione della ghirlanda

Praticare Yoga in gravidanza ha un valore aggiunto, perché aiuta a porsi profondamente in ascolto del proprio corpo in una fase così importante dell’esistenza femminile. La pratica dello Yoga in gravidanza mette la donna Continua a leggere

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Risotto con taccole, cappuccio e (l’ultimo) peperone…e giornata speciale

Giornata speciale di forte emozione. Oggi pomeriggio farò la prima (ed unica) ecografia di questa terza gravidanza, l’ecografia morfologica, per accertarci che tutto sia apposto e che il pesciolino qui dentro stia nuotando sano e forte come ci sembra. Marco si è preso qualche ora di permesso dal lavoro e mi accompagnerà…da sola mi sento sempre un po’ sperduta e indifesa in queste circostanze. Lo so, non è da me, ma confrontarsi con il personale dell’ospedale, con i medici ecografisti quando si è deciso di partorire a casa e per giunta non si è seguite da un/a ginecologo/a né si è fatta almeno una ecografia nel primo trimestre risulta sempre un po’ problematico. Tendono ad assumere atteggiamenti di allarmismo, di sfiducia, di sufficienza e questo non mi piace. Dovrei già essere allenata, visto che sono al terzo giro 🙂 , ma  evidentemente gli ormoni della gravidanza mi rendono più vulnerabile.
Quello che è certo, è che non vedo l’ora di vedere il suo profilo, di sentir battere il suo cuore come una dolcissima locomotiva subacquea…e poi di incontrare la nostra ostetrica-angelo fra un paio di giorni: lei sì che ci capisce al volo!
Intanto però approfitto dei bimbi che sono a scuola (incredibilmente felici e sereni, senza nessun pianto e nessuna protesta…ma siamo solo al terzo giorno!) per rilassarmi con un bel cd di John Lennon e qui sul blog, per donarvi una nuova ricetta semplice e delicata.
Un risotto con taccole, cappuccio e peperone (l’ultimo superstite dall’orto, anche se le piantine stanno ancora facendo fiori, quindi sono piena di speranza) che ha conquistato marito e figli e che quindi consiglio anche a tutte le mamme in cerca di un’alternativa per il pranzo o la cena dei piccoletti di casa. Di solito lo uso integrale, ma stavolta ho usato un carnaroli bianco (sempre bio, però!), in attesa che arrivi il mio ordine di 4 kg di carnaroli integrale  fatto col nostro GAS. 🙂

risotto con taccole

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Aspettando te. Settimana 18.

A volte ho come l’impressione di non dedicarti le dovute attenzioni. Di essere troppo presa dalla  vita fuori di me; di rivolgere i miei pensieri solo a tuo padre, a tuo fratello e alla tua sorellina.

Poi però mi sorprendo ad accarezzare continuamente la pancia, ad immaginare i tuoi occhi riflessi nella luce di un tramonto o nell’ombra di un albero. Mi accorgo di desiderare il tuo arrivo come si aspetta l’arrivo di una caro amico che non si vede da anni.
Io già ti conosco. So chi sei…e non vedo l’ora di abbracciarti.
Ogni tanto chiedo al tuo babbo se ti pensa, come ti immagina, e lui risponde sempre con un sorriso grande e un massaggio al mio rotondo ventre.
Ti sento muovere, ma solo sporadicamente, come fossero delle scosse. Sono istanti in cui ti fai sentire forte, ma torni subito in profondità.

Tiffany Bozic, The Birds and the Bees

Tiffany Bozic, The Birds and the Bees

Le persone attorno a noi fanno sempre tante domande.
Quando aspettavamo Attilio rispondevo con pazienza ad ognuno, non mi stancavo mai ripetere il perché delle nostre scelte, donavo con il cuore le motivazioni del parto in casa e di tutto il resto.
Quando aspettavamo Elena le domande si concentravano per lo più sulla mia alimentazione vegan e sui rischi del continuare l’allattamento in gravidanza. Di nuovo, rispondevo con spirito di accoglienza e condivisione, certa che sarebbe arrivato qualche spunto riflessione all’interlocutore.
Ora che stiamo spettando te le domande continuano. Stavolta par che siano tutti preoccupati per l’organizzazione della nostra vita, per i cambiamenti radicali che porterai nell’esistenza di ognuno di noi 4.
Ma sono un po’ stufa di rispondere e mi chiedo a mia volta perché non ci si accontenti dello sguardo di una mamma in attesa, del suo uomo che le cammina accanto e dei loro cuccioli per sciogliere tanti dubbi.
Non è forse chiaro dalla luce dei nostri occhi che siamo grati per il dono che di qui a qualche mese arriverà?

Siamo disabituati all’osservazione silenziosa e all’ascolto dei gesti. Abbiamo sempre bisogno di miliardi di parole per sentirci al sicuro.
Tu, invece, te ne stai lì in silenzio, talmente tanto in silenzio che a volte mi sembra proprio di sentire chiaro il battito del tuo cuore distinguersi dal mio. Sento il “tum tum tum” proprio dentro, in basso, dove con le mai percepisco il sacchetto sodo pieno d’amore e di te. Non vedo l’ora che arrivi il prossimo incontro con la nostra amica-ostetrica-angelo per dirle questa cosa, per chiederle se sia davvero possibile sentire il battito del cuore di un cucciolo ancora così minuscolo. Di nuovo ascolteremo insieme il tuo cuoricino, come piccola locomotiva subacquea.
Nel frattempo continuerò a parlare con te in silenzio, pensando ai nomi che potresti scegliere (perché alla fine, come per Attilio ed Elena, sarai tu a scegliere il nome che porterai), sognando il momento in cui nascerai, annusando nell’aria il ricordo del dolcissimo odore di neonato.

I cambiamenti del mio corpo sono qui ogni giorno a ricordarmi che sei una creaturina decisa e competente. Mi fido di te, dei tuoi segnali, delle tue richieste.
Ora raggiungo il resto della tribù a letto e spero di sognarti un po’ e di sentire la tua vita leggera battermi dentro almeno per qualche secondo.

Buona notte,
mamma.

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